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DONAZIONE E TRAPIANTO


LA DONAZIONE DEGLI ORGANI
Donare gli organi significa acconsentire al fatto che, dopo la morte, alcuni organi ancora vitali siano prelevati dal cadavere per essere trapiantati ad ammalati gravi che ne hanno necessità per continuare a vivere. Si può essere donatore dopo la morte se in vita si è espressa volontà in tal senso, oppure, anche in caso di mancanza di tale espressione, se la famiglia non si oppone al prelievo degli organi. Gli organi non si possono prelevare a chi in vita ha espresso parere negativo in proposito. Si può essere donatore vivente, previo accertamento del giudice che escluda il fine di lucro, solo per alcuni organi o tessuti particolari la cui mancanza non è compromettente per il donatore (ad esempio nel caso di un rene perchè ce ne sono due).

NON ESISTONO LIMITI D'ETA' PER ESSERE DONATORE
GLI ORGANI CHE SI POSSONO PRELEVARE A SCOPO DI TRAPIANTO
Teoricamente si possono prelevare tutti gli organi, ad eccezione dell'ENCEFALO (cervello, che non è un organo ma la sede del nostro essere persona) e delle GONADI (ovaio, testicolo) che contengono il nostro patrimonio genetico. Attualmente gli organi più spesso prelevati sono i reni, il fegato, il cuore, i polmoni, il pancreas, mentre i tessuti prelevati sono innanzitutto le cornee e talvolta segmenti ossei, vascolari, valvole cardiache e cute.

CHE COSA SIGNIFICA MORIRE?
LA MORTE E' LA CESSAZIONE IRREVERSIBILE DI TUTTE LE FUNZIONI DELL'ENCEFALO (CERVELLO). Non basta dire che il cuore ha cessato di battere o che una persona ha smesso di respirare perchè oggi il respiro e la circolazione del sangue possono essere mantenuti artificialmente. Occorre spostare l'attenzione da respiro e cuore "centri di vita", secondo le credenze antiche, ad uno specifico organo il cui danno irreversibile, da solo, costituisce il momento della morte: L'ENCEFALO.
Esiste ovviamente, nella vita quotidiana, uno stretto legame tra encefalo, respirazione e circolazione sanguigna; il cervello, infatti, ha bisogno di cuore e polmoni per vivere, e c'è un rapporto fisiologico molto stretto che unisce questi tre organi tra loro e determina il mantenimento della vita. Tuttavia, è l'encefalo a rappresentare il vero motore dell'esistenza umana ed è la morte dell'encefalo la reale morte dell'individuo.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA COMA E MORTE CEREBRALE?
Esiste una enorme differenza. La morte cerebrale non è altro che la morte effettiva ed accertata di un soggetto, dalla quale non si torna indietro: La MORTE è una diagnosi certa. Il COMA, invece, è una situazione di gravità variabile, talvolta con poche possibilità di ristabilimento, ma anche nei casi in cui esso è ritenuto irreversibile, qualche volta è possibile "svegliarsi". Ecco perchè, sulla possibilità di risveglio dal coma, il medico emette una prognosi, cioè una previsione.

COME SI ACCERTA LA MORTE?
Fondamentalmente in due modi: tramite criteri cardiaci e neurologici Nel primo caso i medici eseguono un elettrocardiogramma per 20 minuti: se per 20 minuti il cuore è fermo si ha la certezza che il cervello è morto per mancanza di flusso sanguigno. Nel secondo caso, tre medici specialisti, un rianimatore, un neurofisiologo ed un medico legale, nominati dalla direzione sanitaria, accertano direttamente con esami e strumenti la morte del cervello. Questa equipe effettua esami (elettroencefalogramma, angiografia cerebrale) protratti per sei ore e ripetuti per tre volte per il potenziale donatore adulto, per 12 ore nel donatore da 1 a 5 anni e per 24 ore per il donatore inferiore ad 1 anno, al termine dei quali non c'è possibilità di errori o di abusi. Sono assolutamente esclusi da tale commissione i medici che dovranno eseguire il prelievo ed il trapianto degli organi.

QUALI GARANZIE CONTRO IL COMMERCIO DEGLI ORGANI?
Il commercio degli organi è un'attività illecita, un atto criminale, perseguito penalmente. Non bisogna temere che possa verificarsi un tale abuso perchè il processo di prelievo, conservazione e trasporto, è seguito sotto il controllo delle direzioni sanitarie e comunicato obbligatoriamente alla magistratura.
Il Ministero della salute concede le autorizzazioni per le procedure di trapianto e si accerta del corretto svolgimento delle pratiche. E' impossibile che tutto avvenga clandestinamente. Inoltre, è sicuro che gli organi non vengono utilizzati per gli esperimenti, considerata la complessità del meccanismo di accertamento della morte ed il fatto che ogni fase del processo di prelievo, trapianto e cure successive dei trapiantati avvengono in ospedale, con il coinvolgimento di tutto il personale medico ed infermieristico. Gli organi prelevati inoltre, per raggiungere gli ospedali dove saranno trapiantati ai riceventi, viaggiano a bordo di mezzi istituzionali e veloci (automobili, elicotteri o aeroplani degli ospedali, del 118, dei Carabinieri, dell'Aeronautica militare).

QUALI CONTROLLI SULL' ORGANO DA TRAPIANTARE?
Tutti quelli necessari ed indispensabili ad evitare il rischio di trasmissione di malattie dal donatore al ricevente. Per fronteggiare tale pericolo, gli organi prelevabili vengono esaminati attraverso test radiologici e di laboratorio per valutarne la funzionalità, la compatibilità ed il loro stato di salute. In tutti I casi viene eseguita una biopsia (esame al microscopio di un pezzetto dell'organo da trapiantare) al momento del prelievo.
Il donatore stesso è sottoposto ad una serie di accertamenti per evitare la presenza di malattie infettive trasmissibili e di tumori. Viene raccolta anche l'anamnesi, cioè la storia clinica approfondita del potenziale donatore, e vengono esclusi i casi dubbi. Anche il trapianto, nonostante i controlli, porta con sè un minimo rischio di trasmissione di malattia da donatore a ricevente, nulla di più di quello che si corre per una trasfusione di sangue ed insignificante rispetto ai pericoli che si corrono non sottoponendosi al trapianto se ritenuto necessario.




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