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IL TRAPIANTO

Il trapianto è per molte persone gravemente malate l'unica azione terapeutica in grado di offrire un'aspettativa di sopravvivenza ed una qualità di vita vicine alla normalità e, in moltissimi casi, l'unico modo per sfuggire ad una morte prematura.
Le attività di prelievo e di trapianto sono estremamente complesse, molto più di quelle relative ad un intervento chirurgico e, per questo motivo, devono essere svolte da un gran numero di specialisti che lavorano insieme e coinvolgono tutto l'ospedale. Gli ospedali, inoltre, data l'importanza e la complessità di queste attività possono eseguire trapianti solo dopo aver ottenuto un'autorizzazione del Ministro della Salute.
Il processo che conduce all'intervento di trapianto si articola in diverse fasi:
  • Diagnosi e cura dei riceventi in attesa di trapianto
  • Gestione delle liste d'attesa secondo criteri condivisi e trasparenti
  • Diagnosi e cura del futuro donatore in rianimazione ed accertamento collegiale della morte
  • Prelievo degli organi nell'ospedale che ha trattato il donatore
  • Individuazione dei riceventi dalla lista d'attesa e loro preparazione al trapianto
  • Analisi, conservazione, trasporto e attribuzione degli organi
  • Trapianto dei singoli organi
  • Cura post-operatoria dei trapiantati e loro riabilitazione
Oggi la trapiantologia ha assunto un'importanza sempre crescente e viene praticata in assoluta sicurezza, dalle strutture ospedaliere specializzate. In Puglia esistono due centri per il trapianto di rene (Bari e Lecce) uno per i trapianti di cuore, uno per quelli di fegato (tutti e due a Bari) che conseguono risultati di altissimo livello. Il problema maggiore che concerne i trapianti, dunque, non è da ricercare nelle strutture ospedaliere abilitate ad effettuarli, ma nella mancanza di organi. Tale carenza, in molti casi, è determinata da timori ingiustificati nei confronti della donazione. Non tutti sanno che una volta accertata la morte cerebrale, cioè una volta morto il cervello, diventiamo cadavere senza nessuna possibilità di tornare in vita. A quel punto si va comunque in obitorio, o direttamente oppure passando prima dalla sala operatoria per il prelievo di organi. In nessuno dei due casi bisogna temere incertezze o sbagli da parte dei medici che esaminano il corpo, poichè esistono dei criteri precisi e sicuri di accertamento della morte.



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